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Eduard Alekseyev (Mosca)

La natura dei rapporti d'altezza nei canti popolari arcaici.

La natura dei rapporti d'altezza nei canti popolari arcaici si può comprendere soltanto attraverso un metodo di studio senza pregiudizi. In questo repertorio bisogna considerare l'organizzazione tonale non come norma, ma come eccezione rispetto ai rapporti d'altezza. In caso contrario i primi stadi del pensiero melodico vengono sentiti come anomali e privi di significato. In altre parole, è necessaria una certa liberà di pensiero per interpretare con le conoscenze sull'altezza dei suoni che fino ad ora sono state sperimentate a livello teoretico, tutto il materiale melodico del folclore canoro arcaico nelle sue diverse forme di espressione.

La scelta e la classificazione del materiale da analizzare non possono in nessun caso in nessun caso essere fatte solo sulla base di criteri estetici, perchè questi riescono solo limitatamente a comprendere la vasta gamma dei fenomeni osservati. A proposito dell'organizzazione delle altezze i concetti di semplicità e, rispettivamente, di complessità non sono sempre utilizzabili nello studio della formazione e dello sviluppo del primo canto popolare proprio come non lo sono le categorie, ad essi collegate del progredire e del regredire.

Inteso in senso stretto lo studio dei processi di formazione e di sviluppo dei sistemi d'altezza richiederebbe una considerazione storica concreta, in quanto l'essenza di una strutturazione dell'altezza dei suoni si pone soprattutto come problema genetico-storico. Siccome però lo studio diretto della musica tramandata oralmente nel suo sviluppo storico è straordinariamente difficile, il suo esame deve assumere necessariamente un carattere logico-storico.

Le forme iniziali dell'organizzazione d'altezza hanno una natura vocale a cui, in molti casi, la musica strumentale si contrappone come fenomeno secondario. In questo repertorio le tecniche di vocalizzazione del solo potevano comparire come fase iniziale, anche se la prassi del canto in comune ha sempre avuto la funzione di un efficace fattore correttivo. Tutto ciò ha come conseguenza l'unità delle norme logiche v che regolano la natura dei rapporti d'altezza nei canti popolari arcaici, natura che è stata precedentemente fissata dalla comunanza fisiologico-acustica delle leggi che stanno alla base dell'intonazione e della percezione vocale.

La natura dei rapporti d'altezza nelle prime canzoni folcloriche appare sincreticamente legata a tutti gli altri aspetti dell'insieme melodico: a quello temporale (ritmico-metrico e compositivo-sintattico) e a quelli che si riferiscono all'articolazione verbale e al gesto. L'altezza dei suoni è inscindibilmente legata alla caratteristica timbrica del tono che emerge in primo piano nelle prime forme vocaliche e acquista un suo preciso significato autonomo.

Pertanto la trascrizione dei primi canti risulta piuttosto problematica. La scrittura con pentagramma che, per la sua stessa origine, è strettamente legata alle espressioni delle scale europee già mature non è sempre conforme alle norme iniziali della coscienza melodica. Tuttavia resta in molti casi uno strumento insostituibile per l'analisi dell'altezza dei suoni, e, come tale, necessita di un ulteriore perfezionamento, particolarmente attraverso l'introduzione di un procedimento di scrittura in grado di indicare intervalli più stretti del semitono.

Nella suddivisione di un semitono in tre intervalli uguali vengono usate, in questo studio, le seguenti diciture:

– aumento di 1/6 di tono (micro-aumento)

– abbassamento di 1/6 di tono (micro-abbassamento).

Per indicare questi microintervalli verranno usate le sillabe -it per indicare il micro aumento e -et per indicare il micro abbassamento.

Una ricerca approfondita sull'organizzazione melodica arcaica presuppone una sistematizzazione generale secondo certi principi – in parte intuitivi – che permetta di abbozzare la tipologia scalare delle prime melodie folcloriche e di rappresentarne lo sviluppo come una sorta di processo legato al sistema stesso. I principi così stabiliti posseggono ciascuno per sé un proprio ambito di possibilità espressive, e possono, dal loro inizio in poi, agire sinergicamente e manifestare la loro capacità di sviluppo comune. Il loro effetto residuo può essere osservato fino alla nascita delle forme più sviluppate della musica moderna la quale, reiteratamente e di proposito, si riallaccia ai primordi del pensiero melodico.

La stratificazione storica e l'effetto vicendevole dei mezzi espressivi in uno qualsiasi degli stili di canto esistenti, consentono di utilizzare come fonte di informazione sullla natura dei rapporti d'altezza nei canti arcaici praticamente ogni tipo di melodia vocale (va da sé considerato da un ben preciso punto di vista).

Un'importanza particolare va qui attribuita al folclore dei bambini, alle espressioni musicali spontanee degli adulti e al canto libero con errori sensibili ed inequivocabili.

Lo sviluppo della coscienza della diversa altezza dei suoni si articola in un processo a tre stati che può venire caratterizzato come segue:

a. formazione di certi stati (concezioni) del suono melodico (livello dell'intonazione).

b. elaborazione dei più diversi tipi di rapporti intertonali (livello funzionale).

c. nascita e graduale stabilizzazione delle scale tonali (livello delle scale).

Da un punto di vista logico, si può supporre che ad una organizzazione tonale ben formata siano preceduti stadi di sviluppo differenziati soltanto attraverso un ordine relativo nei rapporti d'altezza dei suoni.

Tali stadi di sviluppo possono essere stati caratterizzati dall'assenza di scale fisse oppure dalla loro mutevolezza,cpotevano presentare rapporti intertonali non completamente formalizzati o particolari stati preliminari dell'andamento scalare. E' naturale che quest'ultimo stadio appena citato, e cioè la concezione tonale, emerga qui come momento determinante che stabilisce sia il carattere dei rapporti intertonali sia lo stato regolato o non regolato delle scale.

Lo studio di un materiale melodico tanto diversificato e soprattutto dei livelli più arcaici del canto popolare permette di isolare come minimo tre tipi fondamentali di vocalizzazione che caratterizzano i rapporti d'altezza nei primi stadi di formazione dell'impianto melodico del canto. Questi principi vengono indicati qui di seguito con lettere iniziali dell'alfabeto greco.

L'essenza del tipo α (non è legata ad una non chiara percezione dell'altezza dei suoni e consiste nell'operare con registri vocali non differenziati. In questo canto a registri contrastanti, l'altezza dei suoni viene ridotta ad un canto timbrico ed in esso è, per così dire, risolta, sicché non può essere considerata quale elemento significante del discorso musicale. La trascrizione dei canti che seguono il principio di tipo α può trarre in inganno, in quanto conferisce rapporti d'altezza a fattori sonori non propriamente riferibili ad essa.

Questo tipo di vocalizzazione è riscontrabile in modo nettissimo nei canti di lamento con ampia estensione vocalica.

Esempio 1

Esempio 2

Esempio 3

L'altezza dei suoni nei canti di tipo β viene percepita molto chiaramente, ma è, intesa come trasformazione continua da un suono all'altro: il suono va glissando. Siccome la natura dell'altezza dei suoni nel repertorio di tipo β è collegata molto spesso ad uno sforzo nella respirazione, per una corretta definizione di tale particolarità si dovrebbe coniare il concetto di melodia del respiro I suoni glissati di questo tipo vengono trascritti soltanto in modo molto approssimativo perchè assumono l'aspetto di oggetti discontinui. Troviamo questo tipo di canto soprattutto nelle espressioni canore collegate ai recitativi e a richiami di diverso tipo.

Esempio 4

Esempio 5

In generale l'idea di un canto ad altezze determinate corrisponde al tipo γ che consiste nel cantare su parecchi gradi melodici all'interno dello stesso registro vocale. A differenza del canto tonale però, nei canti di tipo γ i rapporti d'altezza sono sostanzialmente modificabili attraverso le ripetizioni, che hanno carattere graduale, in quanto fanno convergere le diverse varianti di un suono verso un grado aleatoriamente trasformabile.

Esempio 6

Esempio 7

I tipi di vocalizzazione arcaica possono essere realizzati indipendentemente l'uno dall'altro. Si formano così tre classi autonome delle primitive espressioni folcloriche. Sarebbe avventato escludere la possibilità di ritrovare anche altri principi di intonazione, ad esempio, una qualche intonazione δ. Ma anche se ci dovessero essere in effetti soltanto tre tipi, le possibilità di classificazione sono numerose perchè essi hanno la possibilità di comparire in diverse combinazioni, alternandosi a vicenda oppure coagendo nell'ambito di uno stesso canto. L'effetto di scambio di due persino di tutti ' e tre i prinicipi, permette di stabilire ancora quattro classi di organizzazione melodica arcarica:

Esempio 8 (αβ)

Esempio 9 (γβ)

Esempio 10 (γα)

Esempio 11 (γα)

Esempio 12 (γαβ)

Esempio 13 (γαβ)

Esempio 14 (γαβ)

In ogni caso la presenza in uno stesso canto di registri vocalici contrastanti può essere considerata come indizio del principio melodico α, la presenza del contorno melodico glissato come effetto del principio β, e l'operare con diverse varianti degli stessi gradi come realizzazione dell'intonazione γ.

I rapporti di scambio delle classi qui addotte dimostrano come continuità e discontinuità interagiscano nella definizione dei rapporti d'altezza nel primitivo repertorio folclorico. Questi rapporti sono riprodotti nella figura 1.


Figura 1